Scuola di Legalità "don Peppe Diana"
Per amore del mio popolo non tacerò

Statuto

ATTO COSTITUTIVO-STATUTO
Scuola della Legalità “don Peppe Diana”

Art. 1 DENOMINAZIONE. Per onorare la memoria e mantenere vivo il ricordo di Don Giuseppe Diana, sacerdote barbaramente ucciso a Casal di Principe dalla camorra, e di tutte le altre vittime innocenti della criminalità, nonché per contrastare la devianza della sub-cultura mafiosa partendo dai giovani, promuovendo l’integrazione sociale, per il superamento delle marginalità, e sviluppare l’educazione alla cittadinanza e la cultura della legalità e dell'etica pubblica è istituita la Scuola della Legalità  “don Peppe Diana” - Onlus - organizzazione non lucrativa di utilità sociale.
Art. 2 SEDE. La sede legale è fissata in Portocannone (CB) alla Via Vittorio Veneto, 49/51, la sede operativa in Via Panama 1 presso la Chiesa del Carmelo in Termoli (CB), ma potranno istituirsi sedi secondarie e altri sedi operative anche in altre località con delibera del Consiglio Direttivo. La sede in Roma è un Via Borgo Angelico, 6.
Art. 3 SCOPI. L'associazione nasce dalla volontà di Vincenzo Musacchio, fondatore e presidente di diritto, come impegno concreto contro la cultura criminale di ogni specie e tipologia. Essa è senza scopo di lucro e con l’osservanza delle norme sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), persegue esclusivamente scopi di utilità sociale.
Art. 4 PATRIMONIO. Il patrimonio della associazione sarà costituito dalle donazioni libere dei cittadini.  Tale patrimonio potrà incrementarsi per: elargizioni corrisposte da enti pubblici e privati o da privati cittadini; eventuali contributi di Enti pubblici e privati, statali, europei ed internazionali, in conto capitale; assegnazioni di beni da parte di Enti Pubblici di beni confiscati alla criminalità.
Art. 6 ORGANI. Sono Organi della associazione: 1) Il Presidente ; 2) Il Vice Presidente; 3)  Il Consiglio Direttivo; 4) Il Revisore dei Conti, ove istituito; 5) Il Presidente Onorario.
Art. 7 IL PRESIDENTE. Il Presidente è eletto esclusivamente tra i Fondatori dal Consiglio Direttivo. Il Presidente ha la rappresentanza della associazione di fronte ai terzi ed in giudizio; convoca e presiede il Consiglio Direttivo; esercita i poteri inerenti l’ordinaria amministrazione soltanto nell’esecuzione delle iniziative dirette alla individuazione degli scopi statutari, di programmi di attività e delle deliberazioni del Comitato Direttivo; adotta i provvedimenti necessari per il funzionamento amministrativo della associazione; espone al Consiglio Direttivo le linee programmatiche relative alle attività di perseguimento dei fini; esegue le deliberazioni del Consiglio Direttivo.
Art. 8 CONSIGLIO DIRETTIVO. Il Consiglio Direttivo è composto da tre  membri: oltre al Presidente ne fanno parte di diritto gli altri due fondatori i quali, tutti, restano in carica per tutta la durata della associazione. Ai fondatori è data la facoltà di nominare autonomamente eventuali subentranti nella carica, e nella qualità, in caso di loro rinuncia od impedimento. Gli altri consiglieri durano in carica un triennio e sono rieleggibili. Esso è dotato dei poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione. Il Consiglio Direttivo è convocato, almeno cinque giorni prima della seduta salvo motivi di urgenza, dal Presidente per via telematica ogni qual volta questi lo ritenga opportuno, e, comunque, almeno due volte all’anno, allo scopo di procedere alle programmazione delle iniziative e per deliberare in ordine all’approvazione del rendiconto annuale. Il Consiglio Direttivo deve, altresì, essere convocato qualora ne faccia richiesta almeno un terzo dei suoi componenti ovvero su richiesta del Presidente Onorario. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei voti dei consiglieri presenti ed il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei Consiglieri in carica. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Art. 9 IL PRESIDENTE ONORARIO. Il Presidente Onorario può richiedere la convocazione del Consiglio Direttivo; può partecipare alle loro sedute con voto consultivo; può esprimere pareri, dare indicazioni, sollecitare iniziative agli organi per il perseguimento dei fini statutari. Presidente onorario designato è Antonino di Matteo nato a Palermo il 26/04/1961 (Magistrato in Palermo).
Art. 10 COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO. Il primo Consiglio Direttivo, composto esclusivamente dai Fondatori, elegge all’unanimità quale Presidente della associazione Vincenzo Musacchio e seduta stante delibera il Consiglio Direttivo a n. 2 Consiglieri nominando quali componenti: Roberta Perugini e Luigia Scarlato. Può essere prevista anche l'istituzione di un comitato scientifico all'interno del Consiglio direttivo solo con funzioni di indirizzo.
Art. 11 REVISIONE. Il Revisore, ove istituito dal Consiglio Direttivo, dura in carica un triennio e ad esso spettano le funzioni del controllo legale e contabile della gestione , anche in funzione delle norme statutarie, ed elabora una relazione accompagnatoria ai rendiconti annuali.
Art. 12 GRATUITÀ DELLE PRESTAZIONI DEGLI ORGANI. I componenti degli organi  non percepiscono, né direttamente né indirettamente, alcun compenso per l’attività svolta.
Art. 13 AMMINISTRAZIONE. Il Rendiconto deve essere approvato dal Consiglio Direttivo entro il 31/12 di ciascun anno. L'associazione non potrà distribuire, anche in modo indiretto, eventuali avanzi di amministrazione che dovranno obbligatoriamente accantonarsi nonché fondi, riserve o quote di patrimonio durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Art. 14 SCIOGLIMENTO.  In caso di scioglimento, il patrimonio residuo, sarà devoluto prioritariamente ad enti avente finalità analoghe a quelle statutarie della associazione, sempre sentendo il citato organismo di controllo.
Art. 15 RINVIO. Per quanto non previsto si rinvia alle disposizioni del Codice Civile in materia nonché delle leggi speciali ed in particolare della L.460/97.
In fede. L.C.S., Larino, 3 dicembre 2014